Andare lontano

Tre diverse tipologie di volatili catturate in una frazione di secondo,

un unico scatto, in uno spazio di pochi metri. Può costituire un evento alquanto

inusuale da cogliere, a meno che non si stia fotografando la voliera di qualche zoo.

Appoggiati ad una vecchia antenna vi sono un passero e un piccione.

Tutto l’anno conducono una vita abbastanza monotona, svolazzando per brevi

tragitti alla ricerca di qualche briciola di pane, alimento facile da reperire

e del quale si accontentano per pigrizia, specie quando non gli va di cacciare.

Entrambi tozzi e sgraziati, il primo di un colore marroncino spento,

ha un volo irregolare, intermittente, pesante. Il secondo può vantare  una livrea

un  po’ più gradevole e malgrado il corpo massiccio sfoggiare un volo più lineare,

grazie a qualche sporadica planata. Nei pomeriggi d’estate può conciliare il sonno

col suo verso caratteristico, o disturbarlo a seconda dei gusti.

A Roma viene chiamato il sorcio con le ali.

Tutto il tempo restano in città a pascolare tra tetti e marciapiedi,

o nelle campagne a razziare granai,

incuranti del clima che si fa via via più rigido col passare dei mesi.

Sopra le loro teste sfreccia un rondone. Agile, elegante, slanciato.

Può superare i 300 km/h in picchiata e forse è l’unico

in grado di sfuggire all’attacco di un falco.

Tra pochi giorni lascerà questi cieli grigi e freddi per compiere un viaggio di

migliaia di km che lo condurrà dove il clima è più mite.

Non si accontenta delle briciole, tantomeno del gelo che investirà quella terra

che pochi mesi fa lo ha accolto e riscaldato.

A breve se ne andrà, dove si troverà meglio,

Il passero e il piccione rimarranno a guardare…

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